Data:

Domenica 23 febbraio 2025 

Busa Anguane 

Dislivello:

500 mt. - Durata: 4 ore + soste - Lunghezza: 9 km. circa  

Ritrovo :

Piazzale Belvedere di Tezze sul Brenta ore 8.20 - Partenza ore 8.30

 

Referente:

Eva Nardulli (cel. 338.4831894) 

Ritrovo a Mason, parcheggio in Via Marconi a fianco del Comune – nei pressi il bar alla Posta per eventuali necessità (a Laverda non ci sono bar) – ripartenza per Laverda ore 9.10

 

Partenza escursione ore 9.30 dal parcheggio a Laverda (VI) nei pressi e a nord della trattoria Alle Cascate

Dal centro di Laverda si cammina per circa un chilometro lungo la strada che sale a Lusiana per raggiungere il sentiero che ci porta al primo sito caratteristico della bella e solitaria valle, il Buso delle Anguane.
Si tratta di una cavità lunga oltre 400 metri, percorribile a livello speleologico nelle profondità in quanto stretta e totalmente al buio. Da curiosi è possibile osservare le due diramazioni iniziali, il Ramo dei ghiri a destra e il ramo dee Strighe a sinistra, e addentrarsi per qualche metro con delle torce frontali.

Dopo aver visitato il sito ci si dirige verso il centro di Crosara per una pausa ristoratrice. Lungo la strada che sale verso Santa Caterina si devia a sinistra per ritornare nella valle e dirigersi verso l’altro particolare sito, la Carega del Diavolo, che altro non è che un enorme masso solitario e misterioso che si erge nella Valle del Rameston. Per raggiungere tale luogo si affronta una decisa salita e in certi tratti con presenza di funi e corde per agevolare il passo su sentiero molto pendente, sconnesso e stretto.
E’ possibile circumnavigare il masso e anche salirci sopra utilizzando le scalette predisposte ma è necessaria estrema prudenza, attenzione e sicurezza nei movimenti.

Dalla Carega del Diavolo si scende per raggiungere il torrente e risalire brevemente per ammirare il Bojo o Gorgo nero; il bojo è una pozza d’acqua che si forma da una cascatella e lungo il torrente, in discesa verso Laverda, se ne trovano numerosi.

Prima di scendere a valle si passa, con una breve ma intensa salita, al borgo di Ronchi di Sopra per poi raggiungere la strada che ci riporterà, via scorciatoia tra case e animali, alla strada principale attraversata in mattinata e al successivo parcheggio per chiudere l’escursione.

L’escursione ha le sue difficoltà, non è adatta a tutti, è impegnativa per la presenza di numerosi e anche ripidi saliscendi, sentieri che necessitano di attrezzatura adatta (scarponcini da trekking, bastoncini, ecc.), piede fermo e sicurezza nell’incedere. La trattoria di Laverda non ha posto in questa data per cui si faranno dei brevi spuntini lungo il percorso, a Crosara e nella parte finale del percorso, tenuto conto del periodo invernale e della difficoltà di sostare a lungo al freddo.
In caso di meteo piovoso o molto umido nei giorni precedenti l’escursione verrà rimandata ad altra data per motivi di sicurezza.

 

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